RACCONTI LUNGHI: Tacco 12 da Aldebaran (Seconda Puntata)

Gli Alieni di Aldebaran si apprestano ad atterrare sul nostro pianeta..
(Link alla PRIMA PUNTATA)


“Signor Presidente Buongiorno.. ecco il rapporto, la situazione è tranquilla, nei limiti del possibile e data la situazione eccezionale, il governo Italiano ci ha dato carta bianca..”
“Meno male Carter, si può sempre contare su di loro, sono tra gli alleati più fedeli.. avete circondato la zona?”
“Nel raggio di 1 Km, Signor Presidente, chi abita all’ interno ha il divieto di uscire, stiamo contattando tutte le ambasciate del mondo e stanno preparando le delegazioni, consiglio di accettare proprio tutte le nazioni, anche quelle più sgradite, non possiamo fare distinzioni in questo momento, abbiamo allertato i servizi segreti e terremo sotto controllo i delegati più spinosi, gli aerei continuano a non potersi avvicinare, ah.. Signore, le armi non funzionano nella zona, di nessun tipo..”
“Questo mi spaventa non poco, si rende conto Carter, di fatto siamo in loro balia, non è difficile intuire che potrebbero spazzarci via in un attimo e se nessuna arma funziona, presumo neanche quelle strategiche, ma è una cosa che non deve uscire di qui.. odio questo senso di impotenza anche se sembrano sensati questi alieni, c’è una cosa però che mi lascia perplesso..”
“Quale Signore?”
“Con tutti i sistemi che avrebbero potuto utilizzare, perché scegliere di occupare, per comunicare con noi, un sito dedicato ad un disincrostante per gabinetti? E solo per audio? Non mi ci raccapezzo.”
“O hanno misteriose ragioni culturali o.. ci stanno prendendo, con tutto il rispetto Signore, per il culo, il che non mi pare una bella prospettiva!”
“Hai ragione Carter come sempre.. che Dio ce la mandi buona.”
“Signore, l’ultima comunicazione sul monitor..  chiedono se va bene utilizzare come luogo di incontro, il Colosseo stesso, cito testualmente – è tanto comodo perché proprio sotto la nave stellare ed è facile far atterrare la navetta trasporto passeggeri, in più è davvero incantevole. Ci ricordano che le loro previsioni meteo prevedono bel tempo, temperatura sui 25 gradi, con una possibilità di errore dello 0,75%, chiedono di attrezzare un palco e tutte le infrastrutture del caso, avvertono di non preoccuparci dei possibili danni al monumento, useranno un campo di protezione Stigler/Fanner, non mi chieda cosa sia né come funzioni, a protezione delle mura, da quello che ho capito, questo campo si disporrà come una pellicola a ricoprire ogni mattone del monumento, che diventerà così resistentissimo, a noi spetta solamente allestimento palco, spazio per la navetta, che a quanto pare è proprio minuscola e sedute per i delegati. Signor presidente, non so spiegarglielo ma non mi sento tranquillo..”
“Soprattutto perché non si sono fatti vedere.. potrebbero essere dei mostri ripugnanti, Carter tutto sommato stiamo gestendo bene la cosa, almeno per quanto riguarda organizzazione e mass media.. ma anche io ho la stessa brutta sensazione..”
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Tutto era pronto, delegazioni da tutti i paesi, Roma blindata e bloccata, folle di curiosi all’esterno del perimetro di sicurezza. Il Papa naturalmente fece la sua omelia, augurando agli alieni il benvenuto e ricordando la storica occasione di incontro e di pace con altre creature di Dio. La città stava incassando una quantità stratosferica di soldi dai visitatori di tutto il mondo, gli aeroporti, ad un certo punto furono chiusi, i treni fermati, la città era piena come un uovo. Tutti in attesa, tra lo spaventato e il timoroso, tutto sommato tranne rare proteste di gruppi di fanatici, del resto subito tacitate dai servizi di sicurezza Americani, la situazione poteva definirsi tranquilla. Tutte le tv del mondo erano collegate.
Il Colosseo era pieno, allestito e pronto, il servizio di sicurezza in piena efficienza, al centro dello stesso era stato montato questo enorme palco in mezzo all’arena. I delegati tutti in trepidante attesa, seduti sugli spalti.
Un piccolo riflesso sotto l’astronave, indicava che si era aperto un portello, una navetta a forma di piccolo uovo, traslucido, dello stesso colore della nave madre usci dalla sua pancia e solo con un leggero ronzio si poso delicatamente sul palco. Non si sentiva volare una mosca. Si aprì il portello, scesero Cassio e l’assistente Anton, il primo alto magro sufficientemente muscoloso, assolutamente umano nell’aspetto, con un colore di pelle bronzeo, lunghi capelli neri raccolti a coda di cavallo, tuta grigio antracite aderentissima, che non lasciava nessuno spiraglio all’immaginazione e dal gonfiore delle parti basse, pareva che gli alieni fossero umani anche sotto quell’aspetto e decisamente dotati. Il viso era molto severo, si poteva dire di fattezze mediorientali, totalmente privo di sopracciglia. Ai piedi uno stupefacente paio di stivali con tacco a rocchetto di 12 cm, dello stesso colore della tuta, Cassio adorava le scarpe con tacco e non mancava mai di esibirle in qualsiasi occasione sociale. Il secondo, Anton, una montagna di muscoli, fasciato in una tuta uguale a quella del suo capo, ma di colore nero, il viso dalle fattezze più delicate, uguali capelli neri, ma raccolti a chignon, uguali stivali con tacco. Portavano bracciali sulle braccia nude di squisite fattezze.
L’effetto era stupefacente, sembravano l’incarnazione di una fantasia gay e moltissime donne nonché un discreto numero di uomini rimasero non poco turbati dalla loro avvenenza.
“Signore, presidente, sembrano usciti da una rivista porno gay..”, le parole furono sussurrate all’orecchio del presidente Usa, da Carter.
“E’ decisamente impossibile che io e il mio assistente siamo come dite voi gay, gentile assistente del presidente Usa, in quanto sul nostro mondo non esiste un altro sesso, ma parleremo di questioni riproduttive e relative differenze tra razze, più avanti, mi chiamo Cassio, grazie per averci accolti tra di voi in amicizia…dimenticavo la nostra razza è dotata di un udito alquanto sviluppato.. ah è questo è Anton, il mio magnifico assistente”.
Il suo inglese era quasi perfetto, con uno strano accento però, che suonava un po’ flautato ad orecchio umano.
Anton pensò che il suo superiore aveva un gusto della teatralità e della provocazione assolutamente fuori controllo e sospirò alzando gli occhi al cielo.
Il presidente Usa, fulminò Carter con uno sguardo e pensò che come inizio non poteva essere peggiore.
Dopo aspre battaglie diplomatiche, tra i vari grandi del mondo, il portavoce atto a parlare con gli alieni, fu scelto nella persona del primo ministro Cinese, il quale aveva ricordato agli americani la montagna di titoli americani che la Cina aveva acquistato e che avrebbe sempre potuto vendere improvvisamente, gli americani con il loro proverbiale senso pratico avevano convenuto, pretendendo però che la lingua utilizzata fosse l’inglese.
“Benvenuto Capitano Cassio, sono Thiang Lee, primo ministro della Repubblica Cinese, a nome di tutti i popoli della terra, vi do il benvenuto, vi prego di accomodarvi su quelle poltrone e poi potremo procedere..”
“La ringrazio Primo Ministro, direi che possiamo cominciare subito, siamo qui per una ragione ben precisa, signori, il vostro pianeta sta morendo, semplicemente..”
“Morendo?”
Tra i delegati serpeggiò un mormorio di stupore e perplessità.
“Glen la nostra intelligenza artificiale, tenete conto che ha un margine d’errore praticamente infinitesimale, ha calcolato che tempo 50/70 anni, se non cambiate sistema produttivo ed energetico, i mutamenti climatici saranno talmente pesanti che vi ritroverete con le calotte polari sciolte, la corrente del golfo, sapete tutti di cosa parlo, azzerata, un continente praticamente in glaciazione, altri in desertificazione, lo strato di ozono già è un misero velo, un sacco di città sommerse, insomma un disastro, un numero spaventoso di terrestri morirà, sia per gli effetti diretti del clima, sia per la conseguente crisi economica e le rivolte e le guerre che né conseguiranno, avendo oltretutto un sistema economico del tutto assurdo che impedisce di affrontare la situazione in modo efficace, anzi esso stesso causa del disastro,  insomma per farla breve, vi ritroverete col culo per terra e praticamente sull’orlo dell’estinzione, Aldebaran non può permettere che un pianeta facente parte della sua galassia, si riduca a sto schifo, sono due secoli che vi osserviamo discretamente nella speranza che la vostra stupefacente evoluzione tecnologica fosse seguita da un’altrettanta evoluzione spirituale, in modo da entrare tranquillamente nella confederazione Aldebariana, ma voi niente, zucche vuote, avete continuato con il vostro sistema assurdo da..come dicono qui a Roma.. ah si.. peracottari e adesso siete ridotti nella merda e dovete sperare che il vostro pianeta non faccia l’onda, altrimenti rimarrete sommersi!”
Anton stava pensando al proverbiale tatto del suo capo e continuava ad alzare gli occhi al cielo.
Il primo Ministro Cinese, era diventato tutto rosso e stava tremando, quello americano si era già alzato in piedi, i rappresentanti dei paesi mediorientali, iniziarono a protestare vivacemente, seguiti più o meno da tutte le delegazioni.

“Si rende conto Capitano di quello che dice e soprattutto di come lo dice, ha violato ogni minima regola di buona diplomazia e con un’ arroganza sopra ogni limite conosciuto, viene qui ad impicciarsi dei nostri problemi, sul nostro pianeta.”
 Il primo ministro Cinese aveva ripreso un minimo di controllo, “Oltretutto i nostri scienziati non sono nemmeno concordi che siano le attività umane ad essere la causa dei cambiamenti climatici..”
“Ma per favore non dica cagate, questi fantomatici scienziati con cosa fanno i loro calcoli con il pallottoliere?  Sapete benissimo che le vostre attività industriali ed edilizie stanno mandando a puttane il pianeta, ma in nome del vostro.. come si chiama Anton?”
“Denaro Signore.”
“Denaro appunto, ve ne fregate delle conseguenze sull’intero pianeta, a rischio della vostra stessa sopravvivenza, in 120 anni di onorata carriera nel Gruppo Gestione Galattica e dopo aver contattato decine di civiltà, posso dire che questo è il pianeta più cretino dell’universo intero, semplicemente noi non possiamo permettere che una civiltà si autodistrugga, quindi siamo qui per intervenire e risolvere la situazione..”
“Adesso basta Signor Cassio!”
Il presidente Americano era esploso, degradando subito Cassio da Capitano a Signore. “Lei non può venire qui sul nostro pianeta, criticare i nostri sistemi, offenderci e darci degli idioti, ammesso e non concesso che stiamo sbagliando, chi la autorizza a venire sul NOSTRO pianeta e interferire negli affari NOSTRI, lei sta scherzando col fuoco e sta mettendo a dura prova la nostra ospitalità!”
Diversi applausi si levarono dall’assemblea.
“Anima candida, mi autorizza il codice Galattico, paragrafo 3, cito testualmente:  ogni pianeta abitabile facente parte della galassia, rientra nella giurisdizione della confederazione Aldebaran, la quale ha titolo di fare ogni sforzo per la sua sopravvivenza e per il mantenimento del benessere di tutte le creature viventi, sul pianeta stesso, esattamente l’opposto di quanto voi, cazzoni state facendo. L’articolo non fa cenno minimamente alla collaborazione o meno degli abitanti stessi, è un imperativo morale superiore e quindi mi autorizza a intervenire, eccome!”

“Signore.. ma.. non esiste nessun paragrafo del genere nel codice galattico!!”
Anton aveva parlato in un soffio e naturalmente nella loro lingua.
“Anton, ti ho già detto di non prenderti troppe libertà e di lasciarmi lavorare.”
La loro conversazione era sembrata un sussurro alle orecchie terrestri che scioccati dalla situazione, nemmeno vi fecero troppo caso.
Il presidente Americano, rispose prontamente: “Codice che noi non conosciamo, e sono sicuro che tutti i delegati sono d’accordo, non riconosciamo, questo è il nostro pianeta e se ci va ci autodistruggiamo e non permettiamo certo che un alieno, che sembra uscito da un fumetto gay venga a farci la morale, il vostro atteggiamento imperialista non sarà affatto tollerato Signor Cassio!”

“Uscendo un po’ dal seminato Signor Presidente degli Stati Uniti, Michtell Grandtel, dovrebbe cambiare sarto, hanno proprio ragione gli Italiani quando dicono che non sapete vestirvi, tornando al punto, proprio voi americani venite a parlarmi di imperialismo? Vorrei ricordarle che la vostra gloriosa nazione è nata dopo che avete sterminato una popolazione che viveva in quelle terre da secoli e molto più in armonia con la natura di quanto voi abbiate mai saputo fare e che ve ne siete semplicemente fottuti delle loro leggi, della loro cultura e tutto il resto, ma non si agiti siete in buonissima compagnia, non ricordo più quante culture e popolazioni sono state ingannate, sterminate, derubate su questo pianeta. Adesso tocca a voi, la legislazione galattica annulla qualunque legge locale quando questa entra in diretto conflitto con essa, quindi fatevene una ragione, così che possiamo cominciare a sistemare le cose.”
Era fatta, Anton, era sconsolato e tristemente rassegnato, non sapeva più quante volte si era trovato in quella situazione, ma questi terrestri erano molto più folli di qualunque altra cultura avessero contattato e gli esiti stavolta erano davvero imprevedibili, con i presupposti appena gettati da Cassio, loro sarebbero dovuti intervenire pesantemente, nella gestione planetaria, di fatto diventare una forza di occupazione, seppur non violenta.. nascondendo la maggior parte della storia al consiglio di Aldebaran, la vedeva davvero brutta, gli veniva da piangere, sapeva già che significava almeno altri 50 anni, bloccati sulla terra.
I capi di stato delle nazioni più importanti sapevano dell’impossibilità di funzionamento delle armi nell’area, quindi nessuno si era ancora sentito il coraggio di mandare a quel paese gli alieni e magari di arrestare Cassio e Anton, ci pensò il presidente Americano, rosso di rabbia ed in preda ad una crisi isterica: “Adesso basta!! Signori Cassio e Anton, vi dichiaro in arresto per cospirazione nei confronti dell’umanità, guardie, prendeteli!”
I militari delle forze speciali presidenziali, mossero qualche passo in direzione di Cassio, ma poi rimasero fermi.
“Allora, cosa aspettate!”
“Signor presidente, non possiamo muoverci!”
Scese un silenzio irreale in tutto il Colosseo.
“Tesoro, noiosa testa di cazzo, lo vuole capire che non potete farci nulla, nemmeno sfiorarci con un dito, nessuna arma, funziona e non solo in questo perimetro, da qualche minuto, anche sull’intero pianeta, siete completamente alla nostra mercé, quindi si dia una calmatina.. so benissimo che è dura da digerire, ma da questo momento, su questo pianeta comanda la confederazione di Aldebaran, quindi io e conoscendo benissimo quando siete testoni è necessario dimostrarvi chi comanda!”
Premette con un tocco leggero un bracciale al polso “Glen, prepara il raggio Stigler, direzione deserto dell’Arizona, area totalmente disabitata b745, diametro 5KM, profondità massima 100 mt. e fai fuoco.”
“Eseguito Signore.”
“Controllate coi vostri cellulari Signori, consultate quelle carrette dei vostri satelliti, adesso nel deserto dell’ Arizona c’è un cratere di 5km, perfettamente sferico e levigato, non ci sono state esplosioni né morti, visto che noi a differenza vostra non uccidiamo mai nessuno, ma se volessimo..”
Il brusio prese piede frenetico, un brusio spaventato parlato in tutte le lingue del mondo, fatto di tensione e di squilli di cellulare.
Il presidente degli Stati uniti dopo aver parlato con Carter, bianco come un lenzuolo, si accasciò sulla sedia, quello cinese si sedette compostamente, qualcuno pregava.

Pochi minuti dopo, Thiang Lee disse: “Bene Capitano Cassio, credo di poter parlare a nome di tutti,  ci dica cosa dobbiamo fare..”

Fine della 2° puntata
by LaMarchesa13



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