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REGOLA PER SOPRAVVIVERE: il Ditino alzato!

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( Italian version - At the bottom of the page the English version ) (Scritto in una giornata particolarmente Autunnale) Come è bigia la giornata, proprio autunno. Quest’anno l’autunno mi piace, sembra rappresentare ottimamente come mi sento dentro, malinconico, introverso, con poca voglia di unirmi al chiacchiericcio generale su sto cazzo di virus. Ma questa sottile malinconia ha qualcosa di bello, una sua eleganza che trasforma quella che potrebbe essere una depressione in qualcosa di nobile, che da potenziale nemico diventa alleato, diventa un’espressione di te stesso e così riesci a trovare una specie di equilibrio, in un periodo totalmente squilibrato. Quanto mi mancano alcuni aspetti della vita di prima, eh sì, perché c’è un prima e un dopo. Prima e dopo il Covid, E DOPO TUTTO È CAMBIATO . Che voglia che ho di andare a farmi l’aperitivo con gli amici e il fidanzato a fare i cretini in via Castaldi, ubriacandomi quel tanto che basta per tirare fuori la parte più idiota che è in ...

REGOLA PER SOPRAVVIVERE (Cinque): Come diventeranno le città? - How will cities become?

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  ( Italian version - At the bottom of the page the English version )    Io ho sempre amato la città, ho sempre amato Milano, ho avuto il piacere dal 2010 in poi di assistere alla sua rinascita sfolgorante, di grattacieli, socialità, mondanità, moda, una frizzantezza, che mi faceva pensare di essere al centro di qualcosa di importante , che mi permetteva di paragonarla a Parigi (città dove passai un’intera estate e che amo tantissimo). Ho visto cambiarne il profilo e non scorderò mai la prima volta che ho visitato piazza Gae Aulenti e i grattacieli che la contornano, mai avrei immaginato di poter vedere tanta bellezza, e dalle linee così futuristiche, in quella che ho sempre considerato la mia città, che ho abitato e vissuto dal lontano 1989, con periodi alternati in cui vivevo sulla cintura, in campagna, perché non dimentico che sono anche un campagnolo, e le case a Milano sono carissime, troppo, come un po’ tutto del resto e in fondo, tornare la sera in un posto in me...

L’ incantevole Signora Peel è andata via.. (The enchanting Mrs. Peel has gone away ..)

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( Italian version - At the bottom of the page the English version ) Con i miei consueti ritardi, non potevo esimermi dall’omaggiare, dopo la sua morte, avvenuta il 10 Settembre di quest’anno, uno dei miei personali miti infantili, che però continuano ancora oggi, inossidabili. Ognuno ha l’infanzia costellata di piccoli e grandi miti, per la mia generazione legati soprattutto alla televisione, quella degli anni 70, quella bella, di qualità. Miti che hanno segnato e segnano, la vita di ognuno e che in un modo o nell’altro contribuiscono a creare la nostra personalità, il nostro gusto . Da bambino le cose ti piacciono e basta, mica stai troppo a pensarci. Io sono cresciuto in un paesino di 300 anime della bassa milanese, dove il tessuto sociale era molto diverso, ma volendo semplificare molto meno isterico e narcisista di quello odierno, ed essendo un nucleo di abitanti così piccolo, non era difficile incarnare l’eccezione, essere quello strano, tra l’altro con tendenze gay già molto mar...

Ma quale sindrome della capanna!!!??

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Sparito, volatilizzato, assente, irreperibile. Irreperibile di persona, irreperibile al telefono, irreperibile sui social. Uno stacco dal mondo intero durato mesi. La Baronessina molto preoccupata, mi ha chiesto cosa non andasse, mi percepiva strano, temeva stessi male. Le ho risposto che stavo benissimo, anzi, ma non avevo voglia di vedere né sentire nessuno, a parte il mio fidanzato. Con lui però il rapporto è particolare è fatto di lunghi silenzi, di attività separate, come se non avessimo bisogno di parlare. La nostra comunicazione così minimal e sottotraccia, la considero una benedizione, uno dei motivi per cui sto tanto bene con lui. In sostanza ci basta essere sotto lo stesso tetto. In ogni caso, mi sono chiesto cosa potesse significare a livello profondo questo desiderio tanto forte di starmene per i cazzi miei . Inizialmente pensavo alla tanto sbandierata “ Sindrome della capanna ”, la paura di uscire dal conforto del guscio costruito durante l’isolamento forzato da Covid. Poi...

REGOLA PER SOPRAVVIVERE (3): Io sono Leggenda

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Domenica 1° Marzo: giorno bigio, grigio, col cielo basso, fa freddo e pioviggina. Vado a correre, esco, perché sono chiuso in casa da giorni e ho perso il senso del tempo. Non che la mia vita sia cambiata molto, sto in casa molto già di mio. L’unica differenza è vedere Milano mezza vuota. Persino l’aria è strana, sembra più pulita del solito. Come è bella, quasi deserta, mi ricorda un quadro di de Chirico, assume contorni metafisici, con questa luce color metallo, i palazzi nuovi del portello, si stagliano nel silenzio e sono bellissimi . Così poche macchine. E tutte le attività dei cinesi chiuse. Il ristorante sotto casa, dove si mangia bene ed è anche pulito, ha appeso un laconico cartello stampato, in italiano perfetto, che recita: si avvisa la spettabile clientela che da oggi a data da destinarsi, il ristorante effettuerà soltanto consegne a domicilio . Così i negozi di manicure, tutti chiusi, i bar invece chiudono dopo le 7 di sera, anche se l’ordinanza di chiusura sera...